Parrocchia di SS. Salvatore e S. Maria

Parrocchia

SS. Salvatore e S. Maria

Parola di Vita in PPS

Parola di Vita

Ogni mese in formato PPS

Centro Polivalente San Calogero

Centro San Calogero

Museo Siciliano delle Tradizioni Religiose

Parola di vita

(Cuvântul Vietii - Fra ord til live - Fjala për ta jetuar - Fra Ord til liv - Slowo Zycia - Palabra de Vida - Pawòl Lavi a - Woord van Leven - Az élet igéje - Palavra de Vida - Parole de Vie - Word of Life - Kalaam Hayat - Sabda Kehidupan - Wort des Lebens - Kataga ng Buhay - Az élet igéje - Kelma tal-Hajja - Livets Ord - LÔØI SOÁNG - Beseda Življenja)

Parola di Vita - luglio 2015

  • Italiano     PPS - Parola di Vita - Luglio  2015
  • Parola di Vita Gen4 - Luglio  2015
  • TELEPACE Audio della PAROLA DI VITA
  • Il video della Parola di Vita -  Luglio  2015 - letto da Redi Maghenzani

  • Arabo PPS -
  • Albanese  PPS - Fjala për ta jetuar -
  • Bielarusso - 
  • Bulgaria    PPS -  
  • Ceco - Czech republic PPS
  • Cinese PPS -
  • Coreano PPS -  
  • Croato - Hrvatski - PPS - Rijec za život - 
  • Danese - DK    PPS - Livets Ord -
  • Filippino PPS - Kataga ng Buhay -
  • Francese   PPS - Parole de Vie -
  • Giapponese PPS -
  • Haitiano PPS - Pawòl Lavi
  • Bahasa - Indonesia   PPS - Sabda Kehidupan -
  • Inglese   PPS - Word des Lebens -
  • Maltese    PPS - Kelma tal-Hajja -
  • Norvegese   PPS - Fra Ord til liv -
  • Olandese - PPS -Woord van Leven - F
  • Pakistan - Urdu    PPS - Kalam-e-Hayat -
  • Polacco - Polski - PPS - Slowo Zycia - 
  • Portoghese PPS - Palavra de vida -
  • Rumeno - Româna  
  • Russo - 
  • Sloveno - Slovenija   PPS - Beseda Življenja -
  • Spagnolo - Español    PPS - Palabra de vida-
  • Spagnolo - Latino-Americano PPS - Palabra de vida -
  • Tailandese   PPS -
  • Tanzania - PPS - Neno la uzima -
  • Tedesco PPS - Wort des Lebens -
  • Ungherese   PPS - Az élet igéje -
  • Vietnamita PPS - LÔØI SOÁNG - 

"Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo" (Gv 16, 33). 

Si concludono con queste parole i discorsi di addio che Gesù ha rivolto ai discepoli nella sua ultima cena, prima di essere consegnato nelle mani di coloro che lo avrebbero messo a morte. È stato un dialogo serrato, nel quale ha rivelato la realtà più profonda del suo rapporto con il Padre e della missione che egli gli ha affidato.

Gesù sta per lasciare la terra e tornare al Padre, mentre i discepoli rimarranno nel mondo per continuare la sua opera. Anch'essi, come lui, saranno odiati, perseguitati, perfino messi a morte (cf. 15, 18.20; 16, 2). La loro sarà una missione difficile come lo è stata la sua. Egli sa bene le difficoltà e le prove che i suoi amici dovranno affrontare: «Nel mondo avete tribolazioni», ha appena detto (16, 33). 

Gesù si rivolge agli apostoli riuniti attorno a sé per quell'ultima cena, ma ha davanti tutte le generazioni di discepoli che lo avrebbero seguito lungo i secoli, anche noi. 

È proprio vero. Pur tra le gioie disseminate sul nostro cammino, non mancano le "tribolazioni": l'incertezza sul futuro, la precarietà del lavoro, le povertà e le malattie, le sofferenze a seguito delle calamità naturali e delle guerre, la violenza diffusa in casa e tra le nazioni. Vi sono poi le tribolazioni legate all'essere cristiani: la lotta quotidiana per rimanere coerenti al Vangelo, il senso di impotenza davanti a una società che sembra indifferente al messaggio di Dio, la derisione, il disprezzo se non l'aperta persecuzione da chi non comprende o si oppone alla Chiesa.

Gesù conosce le tribolazioni avendole vissute in prima persona ma dice:

"Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo"

Questa affermazione, così decisa e convinta, sembra una contraddizione. Come può Gesù affermare di aver vinto il mondo quando pochi momenti dopo aver pronunciato queste parole sarà fatto prigioniero, flagellato, condannato, ucciso nella maniera più crudele e vergognosa? Più che aver vinto sembra essere stato tradito, rifiutato, ridotto a nulla, e quindi sconfitto, clamorosamente. 

In cosa consiste la sua vittoria? Certamente nella resurrezione: la morte non può tenerlo in suo possesso. La sua vittoria è talmente potente da rendere partecipi di essa anche noi: si rende presente tra di noi e ci porta con sé nella vita piena, nella nuova creazione.

Ma prima ancora la sua vittoria è stata l'atto stesso dell'amore più grande con il quale ha dato la vita per noi. Qui, nella sconfitta, egli trionfa pienamente. Penetrando in ogni angolo della morte, ci ha liberato da tutto quanto ci opprime e ha trasformato ogni nostro negativo, ogni nostro buio e dolore, in un incontro con lui, Dio, Amore, pienezza.

Paolo, ogni volta che pensava alla vittoria di Gesù sembrava impazzire di gioia. Se egli, così affermava, ha affrontato ogni avversità, fino a quella suprema della morte e ha vinto, anche noi, con lui e in lui possiamo vincere ogni difficoltà, anzi, grazie al suo amore, siamo «più che vincitori»: «Io sono infatti persuaso che né morte né vita […], né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8, 37; cf. 1 Cor 15, 57).

Si comprende allora l'invito di Gesù a non avere più paura di niente:

"Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo"

Questa parola di Gesù, che terremo viva durante tutto il mese, potrà infonderci fiducia e speranza. Per quanto dure e difficili possano essere le circostanze nelle quali ci troviamo, abbiamo la certezza che esse sono già state fatte proprie e superate da Gesù. 

Anche se noi non abbiamo la sua forza interiore, abbiamo lui stesso che vive e lotta con noi. «Se tu hai vinto il mondo - potremo dirgli quando ci sentiamo sopraffare dalle difficoltà, dalle prove, dalle tentazioni - saprai vincere anche questa mia ‘tribolazione'. A me, alla mia famiglia, ai miei colleghi di lavoro quanto sta avvenendo sembra un ostacolo insormontabile, abbiamo l'impressione di non farcela, ma con te fra noi troveremo il coraggio e la forza per affrontare questa avversità, fino ad essere "più che vincitori"».

Non si tratta di avere una visione trionfalista della vita cristiana, come se tutto fosse facile e già risolto. Gesù è vittorioso proprio nel momento in cui vive il dramma della sofferenza, dell'ingiustizia, dell'abbandono e della morte. La sua è la vittoria di chi affronta il dolore per amore, di chi crede nella vita dopo la morte.

Forse anche noi, a volte, come Gesù e come i martiri, dovremo attendere il Cielo per vedere la piena vittoria sul male. Spesso si ha timore a parlare del Paradiso, quasi che il suo pensiero fosse una droga per non affrontare con coraggio le difficoltà, un'anestesia per attutire le sofferenze, un alibi per non lottare contro le ingiustizie. La speranza del Cielo e la fede nella risurrezione sono invece un impulso potente ad affrontare ogni avversità, a sostenere gli altri nelle prove, a credere che la parola finale è quella dell'amore che vince l'odio, della vita che sconfigge la morte. 

Dunque, ogni volta che ci imbattiamo in qualsiasi difficoltà, personale, di quanti ci sono vicino, o di quelli di cui veniamo a conoscenza nelle diverse parti del mondo, rinnoviamo la fiducia in Gesù, presente in noi e tra noi, che ha vinto il mondo, che ci rende partecipi della sua stessa vittoria, che ci spalanca il Paradiso dove è andato a prepararci un posto. In questo modo troveremo il coraggio per affrontare ogni prova. Tutto potremo superare, in colui che ci dà forza. 

Fabio Ciardi



Archivio

I Power Point pubblicati su questo sito possono essere divulgati e pubblicati su altri siti senza apportare alcuna modifica al testo e alle immagini, è vietata qualsiasi riproduzione su DVD per uso commerciale. Anna Lollo e la direzione del Santuario declinano ogni responsabilità.

© 2015 - Santuario San Calogero
San Salvatore di Fitalia (ME)
direzione@santuariosancalogero.org.
Telefono/Fax 0941 486014

Coordinate Bancarie
Codice IBAN IT47 K076 0116 5000 0005 2662 681
Codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX
CIN  K   -  ABI   07601     CAB   16500 
N° CONTO 000052662681

Verifica su noicattolici.it
vota questo sito su noicattolici.it
Totus Tuus
Powered by Genesit