all'inizio di questa estate decisi di non lavorare (lavoro stagionale) perché volevo vivermi l'estate per poi a settembre dedicarmi completamente allo studio; finisco gli esami a metà luglio e all'improvviso decido di andare a Roma per partecipare all'incontro nazionale del TLC, esperienza mai fatta, e così parto a fine luglio, alla stazione una mia amica mi dice : “sai forse si è liberato un posto per Loreto” l'idea mi stuzzica, ma non prendo posizione.
Dopo 15 giorni dal rientro incontro sempre la stessa amica che mi dice nuovamente : “si è liberato un posto per Loreto, questa volta devi deciderti e partire”, - ok parto andiamo a Loreto - pensai il Papa ci ha chiamati ascoltiamolo.
Venni all'ultima riunione della pastorale giovanile quando ci fu la consegna delle sacche, mi ritrovai tra i ragazzi che già avevano fatto un cammino di preparazione per questo evento e rimasi un po' in disparte.
Arrivò il giorno della partenza e lo vivo con ansia ... arriviamo a Loreto ... veniamo accolti con un calore che io non mi sarei mai aspettata, prima di sera ci danno la sistemazione delle famiglie io ero da sola pensai -iniziamo bene - … ma adesso vi posso dire che meglio di così non mi poteva andare mi sa che qui la provvidenza ci ha messo il suo zampino … Tutti i ragazzi e le famiglie che ci ospitavano si sono messi a SERVIZIO nostro …
Non vi nascondo che il 2007 non è stato un anno bello per me anzi!!!, e vedere che stavamo insieme e ci divertivamo tutti in nome di Cristo … non so spiegarvelo a parole ma è una GIOIA grande grande.
I primi giorni mi sono lasciata trasportare molto dagli eventi … finche il 31 mattina mi arriva un telefonata: “so che oggi andate a visitare la Santa Casa, lì la Madonna ha detto il suo si; presentati a Dio così come sei dì il tuo eccomi, non so perché ti dico questo ma mi sento di farlo”. Ho capito che dovevo VIVERLA questa esperienza lasciandomi alle spalle tutti i miei piccoli problemi … Alla visita della Santa Casa sono rimasta qualche minuto in meditazione fra “QUELLE” 4 mura che emozione la casa di Maria, dove l'angelo Le annunciò la nascita di Gesù … e dove Lei non ebbe timore ed accettò …
Il giorno dopo partimmo in pellegrinaggio per Montorso, come sai siamo stati tra i primi ad arrivare, piano piano si riempiva tutta la spianata e pensavo – ma la Chiesa non è in crisi?? Ma allora non è vero che i giovani non pensano più a Cristo?ma … e la gente continuava ad arrivare, alle 18 arriva il Papa e vedevo questi ragazzi che correvano da una parte all'altra della spianata per poter incrociare il suo sguardo, da lontano sembravano tante formichine impazzite, perché facevano questo? Perché amano Cristo Gesù e il Papa, che è il nostro Cristo in terra, è il capo della chiesa è il nostro Padre nella testa mi rimbombava questo. Io so che eravamo tutti li per un solo motivo Cristo Gesù, non avevo mai visto tutti questi ragazzi riuniti insieme a formare un solo coro, a pregare le lodi alle
Padre scusami lo so mi sono dilungata ma questo è il mio modo di scrivere non sarei mai riuscita a scrivere delle frasi di effetto senza farti vivere un po' con me quello che ho vissuto, e come ti dicevo prima mi sa che in tutto questo c'è la provvidenza di Dio, uno scrittore brasiliano(penso) scriveva che quando stiamo male Dio ci porta in braccio altrimenti ci sta a fianco e ci sorregge io sono contenta di dirti che forse Dio dopo questa esperienza mi ha fatto capire che sto iniziando a camminare da sola perché ce la posso fare … questo è quello che provo io OGGI DOPO LORETO.
Laura Scaffidi Fonti – S. Agata Militello
Non vorrei iniziare questa e-mail col dire che è stato bellissimo (come già è risaputo) ... ma direi di più ... l'esperienza di Loreto07 è stata toccante, stupenda, grandiosa, splendida, piacevole e se ancora volessi continuare potrei trovare i più svariati sinonimi per accrescere la maestosità di questo incontro. Infatti, sono molto dispiaciuta di non essere partita prima con tutto il gruppo e poter provare le emozioni delle giornate antecedenti all'1-2 settembre....ma purtroppo il lavoro non me l'ha permesso. Comunque sia il venerdi sera del 31 agosto sono partita per Loreto con le mie ansie e le mie preoccupazioni...ma man mano che mi avvicinavo pellegrinando verso la spianata di Montorso sentivo crescere la mia forza d'animo, come se da quel momento in poi potessi affrontare qualunque cosa....anche se io già mi ritengo una persona fortunatissima visto che il Signore mi ha donato un carattere così forte in grado di fronteggiare le difficoltà e le sofferenze che la vita mi ha posto e mi porrà dinanzi. Sono state giornate particolari ricche di preghiere,di canti, di silenzi e soprattutto colme di speranze e di profonde emozioni. Ci siamo ritrovati in 500.000 ragazzi di ogni razza ,lingua e cultura pronti a stare tutti insieme e a dare il benvenuto al Papa. Che commozione....se ci penso mi vengono ancora i brividi!!! Poi,la mattina di domenica 2, partecipare alla solenne Celebrazione eucaristica in un clima così gioioso, sereno, di preghiera e di festa ... si, perché il ritrovarsi tutti insieme è stata davvero una festa ... mi sembrava davvero inimmaginabile ... e ancor più toccante è stato partecipare alla mensa del Signore.
Infine, come ha espresso il Papa, ognuno di noi era giunto in quel luogo d'incontro così gioioso per mille motivi diversi: chi perché appartenente a un gruppo, chi invitato da qualche amico, chi per intima convinzione, chi con qualche dubbio nel cuore e chi per semplice curiosità... ma sicuramente ciò che ci aveva riuniti e guidati fin li era stato lo Spirito Santo. Concludo col dire che sono stati giorni indimenticabili e sarei felice di riviverli ancora!!!
A prestissimo ...
Jessica Olivo – Gioiosa Marea
Carissimo Padre Giuseppe,
Come promesso ecco alcune piccole riflessioni sulla nostra esperienza all'Agorà 2007.
Fra i momenti che mi hanno più emozionato ricordo anzitutto la visita alla S. Casa della Madonna: in particolare il senso si protezione, calore, commozione nel poter vedere le mura che hanno visto crescere Gesù e toccare quei mattoni che forse la Madonna stessa ha toccato...
Altri bellissimi ricordi sono i momenti di confronto, condivisione, dialogo con i miei coetanei e la famiglia che con tanto affetto mi ha ospitato.
Grazie a questo viaggio ho imparato tante lezioni (penso alla casa di riposo per anziani che mi ha fatto riscoprire il valore del DARE e la gioia che ne deriva, alle riflessioni fatte con Padre Pio quando ci ha parlato delle sue missioni e delle sue attività, ai discorsi del Papa..) che in qualche modo hanno rafforzato la mia fede, mi hanno aiutato a ritrovare la fiducia nella mia generazione, ma soprattutto quella speranza nel futuro e quell'entusiasmo che spesso aiutano a vivere meglio e fare grandi cose.
Ringrazio tutta l'organizzazione e in particolare Padre Giuseppe per avermi dato la possibilità di vivere questi bellissimi momenti.
Alla prossima!!!
Stefania Iarrera – Cadoneghe (Pd) di origini Pattesi
L'esperienza di Loreto 2007 resterà sempre nel mio cuore come una delle più belle in assoluto. L'emozione provata alla vista dal Papa è un'emozione irripetibile, e soprattutto la predica ricca di significato del Santo Padre che ci ha spinto ad essere il più possibile modesti e a umiliarci per essere accolti dal Signore. Per quanto mi riguarda io farò del mio meglio per seguire gli insegnamenti del vicario di Cristo. Un altro lato positivo dell'esperienza è la conoscenza di molti giovani di Loreto ma anche della nostra diocesi con cui abbiamo condiviso momenti belli ed emozionanti cm anche il toccare il muro della casa di Maria...
straordinario...Adesso la saluto P. GIUSEPPE grazie per averci fatto vivere una così bella esperienza...
Davide De Luca – Patti
Quando mi è stato chiesto di partecipare all'agorà dei giovani a Loreto non ho esitato molto,anzi ho quasi subito dato la mia adesione anche se, devo ammetterlo, non mi aspettavo nulla di speciale da questa esperienza proprio perché non avevo idea di quello che avrei vissuto né delle emozioni che avrei provato,ma nonostante ciò era come se dentro di me sentivo il bisogno,la necessità di fare questo viaggio verso Loreto.
Appena arrivati con il mio gruppo abbiamo subito voluto visitare la Santa Casa e lì subito l'emozione è stata molto forte,è stato come se per la prima volta io guardassi la Madonna e il vedere che tante persone si inginocchiavano davanti a Lei per chiedere delle Grazie mi ha spinto ad affidare nelle sue mani la soluzione di un problema che negli ultimi giorni mi affliggeva tanto ed è stato come se la Madonna mi avesse garantito la Sua protezione. Dopo quel giorno ho sentito il bisogno di ritornarci ancora altre volte e così ho fatto. A rendere poi tutto ancora più bello è stata l'accoglienza che ci ha riservato la famiglia che mi ha ospitato, sono stati tutti premurosi, gentili, mi hanno fatto sentire come se ero a casa mia,non potevo aspettarmi di meglio …! I primi due giorni sono stati molto belli,era come un modo per prepararci a quello che avremmo poi vissuto nella vallata di Montorso ed infatti mi sono ritrovato a vivere un'esperienza indimenticabile, meravigliosa che con le parole non riesco ad esprimere, ce l'ho impressa dentro di me e a chi mi incontra e mi chiede di raccontare quello che ho vissuto mi sento come stordito e non so cosa raccontare per prima, perché tante sono state le emozioni vissute, emozionante è stato aver incontrato il Papa (vedere il suo aereo atterrare e vederlo passare in mezzo a noi contento di vederci in così tanti) ed emozionante è stato aver condiviso questa esperienza con tanti altri giovani che magari come me avevano bisogno di ricevere una scossa del genere.
Davide Accidente – Mistretta
Ho sentito che …
Un raggio di sole mi ha scaldato e riempito il cuore di calore e gioia, mi ha lasciato un ricordo fantastico.
Mai dire mai nella vita, bisogna vivere le esperienze e poter così dire: “IO C'ERO, IO HO VISSUTO E PROVATO, IO POSSO RACCONTARE, IO LO RIFARO' SE DIO VORRA'”
Massimiliano Porcelli – Patti
PER ME E' STATA UN ESPERIENZA BELLISSIMA E MOLTO EMOZIONANTE, SE AVRO' L' OCCASIONE E LA POSSIBILITA' MI PIACEREBBE RIPETERLA IL PROSSIMO ANNO.
UN CALOROSO ABRACCIO,
Stefania Anzà – Patti
Appena ricevuto l'invito di partecipare all'AGORA' DEI GIOVANI ITALIANI a LORETO, non ho avuto nessuna esitazione nel prendere in seria considerazione l'idea di parteciparvi, anche se, a dire il vero, la mia situazione economica non ere molto d'accordo con me!!! Ma ho pensato che se il Signore mi chiamava davvero a vivere questa esperienza, Lui Stesso avrebbe pensato a tutto.. ed è stato così..
Non è facile esprimere a parole ciò che questa esperienza ha lasciato nel mio cuore, perché mi sembra ancora tutto più grande di me.. appena siamo arrivati mi si è aperto il cuore nel vivere i primissimi momenti così intensi di gioia insieme a tutti gli altri ragazzi, non solo con quelli di Patti ma anche con i giovani di Loreto e Iglesias..
Giunti in serata, quando c'è stata l' assegnazione nelle varie famiglie, inizialmente i sono un po' sentita a disagio, perché speravo di essere insieme a qualcuno dei ragazzi di Patti che conoscevo ma non è stato così.. quel disagio, però, è durato solo pochi minuti, ovvero fino a quando ho incontrato il sorriso di Jessica e Peppe, figlia e padre della famiglia che mi ospitava.. una volta arrivati a casa loro è stato ancora più bello e accogliente, quando ho conosciuto anche la madre, Tiziana, e l'altra figlia, Consuelo. Fin da subito mi hanno fatta sentire davvero a casa mia e più che nuovi conoscenti ci siamo sentiti amici di vecchia data che aspettavano di rivedersi dopo tanto tempo..
Altrettanto calorosa è stata l'accoglienza e la permanenza nella Parrocchia, grazie soprattutto al grande lavoro fatto dai giovani di Loreto, che hanno dato la loro massima disponibilità in tutto e per tutto.
Credo che non bastino parole per esprimere la ricchezza ricevuta nei giorni dell'accoglienza.. ho respirato in ogni istante l'aria di serenità, gioia, fratellanza e Amore che solo quando c'è di mezzo lo Spirito Santo si può sentire…!!! Ho avuto modo e spunti per riflettere su tante cose, tanti interrogativi della mia vita e tanti nodi da sciogliere.
Il momento più forte è stato indubbiamente la visita alla Santa Casa.. appena arrivata all'interno mi sono appoggiata a quelle mura.. ho chiuso gli occhi e ho cercato Maria, mentre si affaccendava per la Sua Famiglia, mentre preparava la cena per Gesù e Giuseppe, mentre coccolava il Piccolo Gesù, mentre giocava con Lui e poi pregavano insieme a Giuseppe.. e poi ancora quando soffriva in silenzio sapendo che presto si sarebbe compiuto il destino di Suo Figlio..
C'era altra gente dentro la Casetta, ma per me c'eravamo solo io Maria, Giuseppe e Gesù..
Sono uscita con una grande calma interiore e col desiderio di avvicinarmi sempre più al Signore, così per prima cosa ho cercato un sacerdote per accostarmi al Sacramento della Penitenza per mettermi in Grazia con Lui..
Molto forte è stato per me anche l'incontro con le suore di clausura dell'ordine delle Passioniste, durante il quale ho sentito la piena certezza dell'Amore Infinito di Dio, un Dio capace di capovolgere la tua vita per Amore e di darti una forza e un sostegno smisurato per la Salvezza tua e del Prossimo.
Che dire poi del clou dell'esperienza: l'1 e il 2 Settembre?!
I minuti subito precedenti all'arrivo del Papa sentivo il mio cuore in trepidazione, ma non sapevo bene spiegarmi il perché.. la risposta è arrivata insieme al Papa stesso.. dentro di me una vocina ha detto: “ Eccolo!E' arrivato Gesù! “ è stato un pensiero spontaneo.. come se davvero in Lui avessi potuto vedere Gesù Stesso.. essendo la persona che più si avvicina alla Figura di Gesù sulla Terra.
E poi.. vedere 400.000 giovani uniti dalla gioia e dall'emozione di incontrare il Santo Padre è stato straordinario.. mi sono sentita molto unita a tutti loro.. legati da un Amore grande, immenso meraviglioso.. Ho potuto sentire intensamente la presenza dello Spirito Santo fra noi.. come sarà stato quando si riunivano grandi folle per ascoltare Gesù Stesso..
Mi hanno colpito molto le testimonianze di alcuni ragazzi sabato sera, ma più di tutti, mi hanno colpito le parole di don Bassi.. dalle sue parole traspariva vivamente la Presenza di Dio nella sua vita e ancora di più il suo abbandono completo a Dio.. credo che uomini come questo siano mandati da Dio e siano portati a vivere eventi difficili e dolorosi, come il suo rapimento, per dare voce al grido che ci rivolge il Signore: “Io sono sempre vicino a voi, in qualsiasi situazione, ma ancora di più nelle difficoltà!fidatevi di Me!”.
Ho cercato di trasformare in parole i miei sentimenti e le mie emozioni vissute in quei giorni e rimasti dentro di me.. ma la testimonianza migliore, quella VERA, sono convinta che potrei e DEVO portarla solo con la mia vita, trasmettendo agli altri quotidianamente, nel mio agire, quanto di meraviglioso il Signore ha voluto donarmi attraverso questa esperienza.
Rossella Fallo – Montagnareale
Sono passati ormai sei giorni dall'esperienza Loretana, tempo a mio avviso sufficiente a riprendere nella sua essenzialità la quotidianità del vivere e stimare attraverso uno sguardo al passato ed un colpo d'occhio al presente (prima e dopo Loreto) l'impronta che quel pellegrinaggio ha lasciato nei nostri cuori, nelle nostre anime, nelle nostre menti e valutarne la sua profondità. Certamente ci possiamo ritenere fortunati in quanto la somiglianza dalla Madonna ‘marchiggiana' con la nostra tanto venerata Madonna ‘nera',ci ha consentito di vivere in maniera privilegiata ”con un posto in prima fila” la preparazione all'evento principale: l'incontro con il Santo Padre. Eravamo li proprio a Loreto che in quei giorni diventava”l'epicentro spirituale” luogo in cui il Verbo di Cristo con la sua valenza di li a poco avrebbe penetrato i timpani e solcato le tempie di cinquecentomila giovani assetati di verità. C'è da dire che se personalmente mi sono potuto addentrare con una certa profondità nello spirito dell'evento lo devo anche al sorriso disinteressato e carico di umanità di Paolo e Chiara,la coppia di quasi coetanei che mi ha ospitato, al loro fare semplice e ospitale stracolmo di carità cristiana, al serrato lavoro dei sacerdoti che tanto hanno faticato per orientarci e introdurci nell'evento e chiarire il suo intimo significato e soprattutto ai tanti ragazzi della mia e delle altrui diocesi(con cui eravamo gemellati) nei cui occhi si leggeva la voglia di bene. Con questi ultimi in vista del pellegrinaggio alla Santa Casa di cui si racconta Loreto conserva le sue mura e del Si che la Vergine ha detto all'Angelo annunciatore avendo anche come spunto la lettura del brano evangelico le nozze di Cana abbiamo potuto affrontare un lavoro di riflessione e testimonianza. In particolare mi hanno colpito due riflessioni: quella di Marika: ”ho detto si nonostante non volevo essere qui, ho mio padre ricoverato di leucemia! il mio si è rincorrere la speranza è non perdere la fede che scappa tirata dagli eventi crudeli della vita”; quella di Marco di Loreto (a proposito delle nozze di Cana): ”Bè paragono l'acqua ai nostri talenti insapore ed inodore, solo Gesù fa il miracolo di trasformarli in vino.
Infine l'incontro con il Santo Padre nella spianata di Montorso che come da previsione è stato il momento spiritualmente più elevato di tutta la nostra avventura,dinnanzi ad una platea così sterminata di eterogenea gioventù le parole di Benedetto XVI risuonavano semplici ed essenziali.”Ricordate ragazzi dove c'è Dio non c'è periferia…Dio è centro perché è amore” ha detto. L'indomani in occasione della santa messa il messaggio destinato alle chiese di tutto il mondo così vibrava nelle sue corde:”se volete essere apprezzati dagli uomini e da Dio cercate di non vivere sempre in primo piano…umiltà è anche fare bene in silenzio…e poi con riferimento alla seconda parte della parabola aggiunge:”il vero bene è gratis è quello che non ha o perlomeno non pretende di avere un tornaconto”…
Angelo Andriani – Patti
Cosa dire della meravigliosa esperienza di Loreto? Dire che è stato bello è troppo poco… come iniziare a esporre una esperienza di Chiesa che si raduna attorno al suo Pastore?
Iniziamo dai giorni dell'accoglienza! Sono stati i giorni in cui abbiamo stretto amicizia tra di noi e con gli amici della diocesi di Iglesias, ma sono stati anche i giorni in cui le famiglie della città ci hanno accolto trattandoci come se fossimo figli loro. Quello che particolarmente ho ammirato della famiglia che mi ha ospitato è che vive veramente il matrimonio come testimonianza di Cristo. È quello che spesso manca qui da noi… ho ammirato molto il loro impegno nella parrocchia, impegno che ha assunto non solo la signora, ma anche suo marito che in quei giorni si è speso, insieme alle signore della cucina, per noi. È bello vedere una coppia che spende il suo tempo libero nel servizio gratuito alla comunità, ai “fratelli”. In questo modo loro educano anche le loro bambine a fare lo stesso. Qui si sperimenta anche il senso del matrimonio cristiano, un sacramento al servizio della società, che è testimonianza del Risorto nel servizio dei fratelli.
Questi sono stati i giorni della gioia e della festa, vissuta insieme nelle parrocchie e nelle piazze di Loreto, dove abbiamo voluto esprimere che con poco possiamo avere un sano divertimento, senza andare a cercare lo “sballo”, senza buttarsi nel tunnel dell'alcol e della droga. Basta solo un po' di buona volontà, tanta allegria e una buona dose di “Gesù” che ti offre la sua gioia.
Questi primi giorni sono stati giorni di riflessione sul “SI” che, come Maria, siamo chiamati a dire ogni giorno al Signore, un “si” che deve essere adesione totale alla volontà di Cristo in ogni piccola scelta che la vita ci costringe a fare. Si tratta del nostro “ECCOMI” quotidiano per sentirci sempre a “casa” nella Chiesa e che ci serve a far sentire anche altri a “casa” loro… non sono forse i cristiani un'unica grande famiglia?
L'1 e il 2 settembre questa grande famiglia si è spostata dai posti in cui alloggiava verso la grande spianata di Montorso dove si è stretta attorno al suo Pastore. Sono stati i giorni in cui il Papa ci ha istruito annunciandoci la Parola di Gesù.
Particolarmente intensa è stata la Celebrazione Eucaristica celebrata in attesa del Papa l'1 pomeriggio… una celebrazione semplice, sobria…ma forse proprio per la sua sobrietà ho potuto viverla meglio con maggiore attenzione e raccoglimento, nonostante i rumori, le musiche, le danze che ci circondavano… e poi l'arrivo del Papa…momento particolarmente intenso, il nostro Pastore arrivava in mezzo a noi per parlarci di Gesù. È venuto a dirci di restare uniti Cristo come i tralci alla vite perché “Ciascuno di voi se resta unito a Cristo può fare grandi cose”.
La notte dell'1 è stata una notte intensa, in cui il Signore ci ha chiamati a riflettere sulla nostra vita…inizialmente tramite le testimonianze che ci venivano proposte…poi, nel silenzio della notte, nel nostro cuore. Qui abbiamo potuto ricordare il momento in cui abbiamo conosciuto Gesù, le persone che ci hanno aiutato nel cammino finora fatto…ed io, personalmente, come non potevo ricordare la persona che mi ha aiutato a diventare quello che ora sono: P. Ignazio che quella notte ho sentito particolarmente vicino. In quella notte, poi, il Signore continuava a parlarci nel momento in cui abbiamo deciso di accostarci al sacramento della Riconciliazione… normalmente (purtroppo) non ci soffermiamo a riflettere, a ripensare a quel dialogo tra te e Gesù, ma quella notte si! Il Signore doveva parlare, doveva chiedere a ciascuno di dare a lui la sua adesione.
Arriviamo così al 2 mattina: il risveglio, l'attesa del Papa, la Celebrazione. Sono sincero: purtroppo non mi è stato possibile vivere questa celebrazione attivamente perché, chiamato per distribuire la Comunione non mi è stato possibile, dal luogo in cui mi trovavo ascoltare quello che il Santo Padre aveva da insegnarci, ma è stato comunque bello perché ho avuto la possibilità di Portare il Cristo, presente in quelle ostie consacrate, a tanti giovani affamati di quel cibo.
Questa Loreto così come l'ho vista e vissuta io… tanti giovani erano presenti e tanti siamo venuti dalla diocesi di Patti. Spero che questa esperienza abbia lasciato un segno in tanti i noi, perché tutti, dicendo il nostro si, possiamo dare nuova luce alla nostra diocesi, alle diocesi d'Italia, al mondo intero, testimoniando Cristo Crocifisso e Risorto Speranza delle genti.
Marco Manfré – Seminarista - Patti
Probabilmente nella mia vita rare volte potrò avere le stesse emozioni che questa esperienza mi ha consentito di provare.... La cosa che più spero è di conservare più a lungo possibile: le parole, i volti e i luoghi che ho assorbito nel mio cuore e vorrei tanto che, anche se nel nostro piccolo, ogni giorno si possa sentire lo stesso profumo di gioia, che ho avvertito in quei giorni a Montorso ...
Simona Olivo - Capo d'Orlando
È stato bello!!!
No, non posso proprio iniziare e finire così la riflessione, su un'esperienza che si è rilevata sorprendente per un verso e illuminante per un altro.
Partiamo dall'inizio, la scelta di incontrare il Santo Padre nella spianata di Loreto, bruciando praticamente metà delle ferie estive, è nata quasi casuale forse spinta da un richiamo silenzioso, proseguito poi inesorabile sino alla partenza per l'agorà.
Bella compagnia davvero quella che si è imbarcata verso la spianata, di sicuro erano davvero pochi i punti di unione tra la variegata umanità che quella sera è salita sui bus. Ma allora perché ci si è trovati così bene? Un miracolo della Madonna?? O forse si è trattato di una vera e propria risposta alle esigenze dello spirito che troppe volte rimangono inascoltate? Forse il piccolo sacrificio di quei giorni ha consentito una diversa visione del mondo e di Dio, che guarda un po' il caso, sembra proprio che possa essere pregato, possa riscaldare e possa dare ascolto a mezzo milione di anime, tutte insieme radunate solo per questo scopo!!
La cosa più sorprendente, dell'esperienza dell'Agorà, è proprio questa. La consapevolezza che i propositi individuali della partenza, che di sicuro erano molto ma molto diversi tra i vari pellegrini, si sono soprattutto in quei due giorni di incontro con il Santo Padre, ridotti ad un solo grande proposito quello di “ ascoltare la parola di Dio”.
Qualche amico avrebbe a questo punto la battuta facile: hai ascoltato DIO?? Non sei mica Giacobbe Caro mio!!
Battuta scontata! Ma quante volte anche a noi praticanti capita di parlare della nostra Fede? quante volte capita di confrontarci con realtà diverse? quante volte capita di stare insieme come comunità in un'epoca che cerca di fare passare un messaggio che vede il Cristiano quasi demodé, quasi un sopravvissuto, un fossile…..Ma erano cinquecentomila i fossili?? Cinquecentomila! un esercito e un esercito non si muove senza uno scopo, un esercito ha un obbiettivo e quale era quello dei giovani e meno giovani che si sono raccolti a Loreto? quale forza ha spinto tutta quella gente a riempire la spianata dormendo sotto un cielo di stelle anche a distanze abissali dal Santo Padre?
La risposta dopo non può non essere che una, l'Uomo non può vivere senza Dio, l'Uomo non può mettere da parte il suo creatore, nonostante tutta la tecnologia di cui dispone, nonostante tutti i pensatori e le teorie che ci insegnano ad essere soli e nonostante la troppo facile ironia su tutto quanto riguardi la Fede.
Quella sera ha regalato a molti, spero a tutti, una crescita spirituale ed umana che non si sarebbe altrimenti potuta realizzare. I cuori battenti all'unisono, le testimonianze di chi ha trovato in Cristo aiuto e consolazione, la Fede incrollabile di Padre Bossi che rimettendosi nelle mani di Dio pregava per i suoi rapitori, le parole dirette e sincere del Santo Padre che andavano ad incunearsi nelle certezze laiche che ci insegnano a considerare tutto provvisorio, tutto dovuto, tutto al servizio dell'uomo.
Quelle parole dette con lo scopo di illuminare le nostre menti e chiarire i nostri dubbi.
Tutto questo, è indubbio, ha lasciato traccia profonda negli animi di chi quella notte ha avuto la fortuna di avvicinarsi al nostro Salvatore, di toccare con mano la grandezza di una comunità cristiana sempre in cammino.
Gaetano Emanuele – Galati Mamertino
Anche se è passata più di una settimana dal nostro rientro, ho ancora molto chiare, in mente ed in cuore, le mie emozioni di quei giorni.
Dopo l'esperienza di Colonia non sapevo cosa aspettarmi ma non pensavo tanto. Sono partita da “casa” con la paura di vivere in famiglia, una famiglia che non era la mia e di cui non sapevo nulla.
Arrivata in piazza ho sentito il cuore in gola… Tutti quei giovani lì riuniti per cosa?? Sarà fede vera oppure siamo poveri fanatici??
Poi, come bambini che aspettano l' adozione, inizia l'elenco delle famiglie… il cuore mi stava scoppiando… finalmente il mio turno… Prendo armi e bagagli e lì non c'era più nulla da fare, mi si avvicina una dolce signora bionda, con un calorosissimo sorriso, che tutto mi sarei potuta aspettare tranne che mi trattasse come sua figlia. “Anna, inizia l'avventura” ,mi dissi, e così fu!
In questi giorni ho pensato tanto al valore della “famiglia”, famiglia come nucleo familiare ma anche famiglia gruppo di amici, famiglia giovani della diocesi , famiglia chiesa!
Queste persone hanno dato l'anima, con tutto il cuore, per farci sentire a casa. Non scorderò facilmente i loro sorrisi e tutte le innumerevoli piccole e quotidiane attenzioni che ci hanno donato.
Mi sento di aver lasciato a Loreto un ‘altra famiglia e non avrei mai immaginato che in soli 3 giorni si potesse instaurare un legame così forte.
Poi i ragazzi, il lavoro matto e sfrenato per esaudire le nostre più banali richieste, la gioia e l'aria di famiglia che ho respirato è stata incredibile e totalmente inattesa. Mi sono chiesta più volte: Ma noi saremmo riusciti e fare tanto e a farlo con così tanta gioia???
Preferisco non rispondere perché non sono tanto sicura che reggeremmo il confronto. Ci hanno aperto le loro “case” e ci hanno dato in mano la “chiave”.
Il Signore è così imprevedibile, eppure è tanto che ci frequentiamo e quando finalmente penso di conoscerlo e di poter prevenire le sue mosse… Lui mi fa una pernacchia, mi fa restare a bocca aperta e mi dice: “ Hai visto che anche stavolta ho vinto io ?!?”.
Arrivata alla spianata, dopo la sistemazione, mi sono voltata ed ho visto tutto quel verde intenso dell'erba… Mi sembrava di essere tornata al 2005 ( ma senza fango).. Caldo, sole ma … mi mancava la mia nuova famiglia… volevo tornare a “casa”…
Poi la messa mi ha messo di buon umore e tutto si è sistemato, anche grazie a padre Calogero che faceva il giullare J !!!
Ma il momento per me chiarificatore è stato la Santa Messa con il Papa.
Il caldo ed il sole rendevano difficile anche solo stare in piedi, ascoltare, tenere gli occhi aperti ma poi sentii dire dal Santo Padre: Quella dell'umiltà, cari amici, non è dunque la via della rinuncia ma del coraggio. Non è l'esito di una sconfitta ma il risultato di una vittoria dell'amore sull'egoismo e della grazia sul peccato.
Mi stava, ci stava, invitando ad essere coraggiosi. Non so per quanto tempo riuscirò a farmi risuonare queste parole in mente ma sono ancora ben fisse e vorrei condividere con tutti voi questo invito del Papa. Se c'è una cosa che ho capito, soprattutto nell'ultimo anno, è che insieme siamo più forti, il coraggio da soli si perde perché la paura ed il buio sono più forti, ma insieme si che possiamo sostenerci, aiutarci, proteggerci a vicenda ma anche litigare, scontrarci…crescere insieme in Cristo… In fondo cos' è una famiglia se non tutto questo??
E mentre meditavo tutto mi sembrò così chiaro… Mi sono voltata indietro e non ho visto più un filo d'erba… c'era un manto di gente, di ragazzi… E così mi sono risposta… Tanti ragazzi, buttati qui, al caldo…non è possibile che siano fanatici o alla ricerca di baldoria, sarebbero andati al mare o in vacanza perché in questo momento sembriamo profughi.
Gesù aveva chiamato ognuno di noi per dirgli qualcosa e l'ho visto nei volti gioiosi dei nostri ragazzi più piccoli, alla loro prima esperienza…
Mi sono sentita sorella con ognuno di quei 500 mila e davvero Famiglia abbracciata dalle grandi mani di Gesù.
Ringrazio affettuosamente tutta Loreto, i ragazzi, la mia famiglia, che porterò nel cuore e nelle preghiere, tutti i giovani della diocesi con cui insieme abbiamo affrontato questa avventura ed i sacerdoti che ci, “sopportano e supportano” come veri angeli custodi.
Auguro a noi tutti che il Signore ci dia il coraggio di essere famiglia (accogliere, ascoltare, rimproverare) una volta ritornati alla quotidianità!!!
Anna Santoro – S. Agata Militello
Parlare dell'esperianza di Loreto è un po' difficile. Per me non è stata particolarmente bella, ma profondamente vissuta e meditata. Pensando a Loreto mi viene spontaneo un immediato paragone con Colonia: un'esperienza meravigliosa che ho vissuto con entusiasmo, all'insegna dell'amicizia e della condivisione. Quella di Loreto è stata vissuta da me più a livello personale ed è stata profondamente sofferta. Attraversando in questi mesi un periodo difficile della mia vita, sono partita con molti interrogativi e un po' di apprensione nel cuore. Non è che tutte le mie domande abbiano avuto delle risposte - sarebbe troppo bello - però ci sono stati dei momenti intrisi di grande emozione, come l'incontro con le suore di Clausura. Vedere quelle donne con quegli occhi brillanti e carichi di serenità e gioia, mi ha fatto vedere i lati più positivi della vocazione, di quando cioè un individuo scopre finalmente il suo "posto" nel mondo e ho confrontato il loro sguardo con il mio, che è carico di tensione perché sono ancora alla ricerca di quel posto, raggiunto il quale potrò dire finalmente: "l'ho trovato, ho capito cosa Dio vuole da me". La loro testimonianza mi ha intimamente commosso, perché quelle limitazioni che esse pongono alla loro vita, noi, al di fuori, le vediamo come sacrifici immani,e loro invece con il sorriso sulle labbra, le vedono come doni graditi a Dio, e pur nella loro clausura sono aperte al mondo e al suo dolore che cercano di alleviare con le loro preghiere. Che dire poi del Papa In quest'incontro ho scoperto come delle parole rivolte a 400 mila persone possano essere rivolte così personalmente a me e contemporaneamente alle altre 399.999 persone. Tra tutti quegli individui ho capito che io non ero una fra i tanti, ma ero la Mari, alla quale Dio vuol bene e alla quale ha voluto parlare attraverso il Papa. Ad un certo momento, mentre il Papa parlava, tra le lacrime di commozione ho pensato: "ma allora è questo che vuoi dirmi Gesù?" e quell'invito alla speranza e alla perseveranza che il Papa ci ha rivolto - mi ha rivolto - non lo posso scordare perché SPERANZA è la parola chiave della vita di ognuno di noi. Senza di Essa la nostra vita perderebbe quello stimolo che ci spinge al cambiamento e al miglioramento di noi stessi. Cos'altro dire?? Ho vissuto ogni attimo di questo viaggio con un nodo in gola, per la voglia di piangere, sia per la commozione ma anche per i dispiaceri con i quali partivo e che non mi hanno lasciato un attimo. Il ‘groppone' in parte ce l'ho ancora, però penso che se il Signore mi ha parlato, lo ha fatto con cognizione di causa, ed allora i miei desideri li affido a Lui e li metto nel suo cuore, con la SPERANZA che siano i desideri giusti per me che un giorno possa dire con gli occhi scintillanti di gioia:" ho trovato il mio posto!"
Maria Grazia Bruneo – S. Stefano di Camastra
PREMETTO CHE E' STATA LA MIA PRIMA ESPERIENZA IN TUTTI I SENSI, UNA SFIDA CON ME STESSA PRIMA DI TUTTO. PRIMA DI PARTIRE ERO MOLTO ANSIOSA NON SAPEVO QUELLO CHE AVREI FATTO, CHISSA' SE SARANNO GIORNI IN CUI STARO' BENE, SE SARANNO NOIOSI. MA COMUQUE… ORMAI DOVEVO PARTIRE …
ORA STAREI ORE E ORE A SCRIVERE QUELLO CHE PER ME E' STATA QUESTA ESPERIENZA, POSSO DIRE CHE TORNANDO A S. STEFANO E' STATO COME CAMBIARE PERSONA … MOLTE COSE CHE ERANO DOMANDE SONO DIVENTATE AFFERMAZIONI, MA NON LO SI CAPISCE DA UNA MESSA PARTICOLARE VEDI QUELLA DEL SANTO PADRE, SI SICURAMENTE TOCCANTE EMOZIONANTE, MA E' QUELLO CHE RACCHIUDEVA QUEL PALCO CHE PER ME E' STATO SIGNIFICANTE IN QUEI GIORNI… L'UNITA' DI TUTTA QUELLA GENTE PER UNA SOLA PERSONA, UNA SOLA… NON SI TRATTA DI UN ATTORE O DI UN CANTANTE CHE PUO' RENDERCI CONTENTI PER QUELLE DUE ORE DI SPETTACOLO, MA LA FEDE CHE PONIAMO NEL SIGNORE PERCHE' SI E' CERTI CHE LA FELICITA' VI E' IN ETERNO CON LUI…
LA FAMIGLIA CHE CI HA OSPITATO E' STATA APPUNTO LA NOSTRA FAMIGLIA, NON CI SONO ALTRE PAROLE…
TUTTO BELLISSIMO! SIDNEY NON SAREBBE MALE COME META MA SOGNARE… E' BELLO. MA STARE CON I PIEDI PER TERRA E' MEGLIO!!SI LAVORO NON E' UNA COSA IMPOSSIBILE, VEDENDO FACENDO SE IL SIGNORE LO VORRA' NON SARA' PIU' AD OSTACOLARMI LA DISTANZA DI UN VIAGGIO O IL DISTACCO DA CASA …
Nunzia Enea – S. Stefano di Camastra
Per me Loreto07 è stata una esperienza che mi sono vissuto con una certa profondità anche se magari non ho fatto trasparire questo... ho voluto partecipare anche a questa chiamata per il fatto che non sto attraversando un periodo particolarmente bello..continuo a chiedermi "perchè il Signore mi chiama sempre a vivere queste esperienze forti? ma cosa vuole effettivamente da me?" non lo so, fatto sta che sono passati quasi 8 anni da quella GMG di Roma dove un certo Giovanni Paolo II ci ha chiesto di SPALANCARE LE PORTE A CRISTO... Io cerco di riuscirci tutti gli attimi della mia vita anche se non è facile in questo mondo andare controcorrente… Loreto per me è stata una rinascita e se ancora ripenso a quella spianata di Montorso mi vengono i brividi di Gioia che si provano soltanto facendo certe esperienze di Fede...Papa Benedetto ci ha ricordato che siamo noi il Futuro di questo mondo, cerchiamo di non deluderlo, io in prima persona cerco di riuscirci. Sicuramente avrò i miei attimi di crollo ma poi mi ricordo sempre che esistono i Sacerdoti che ringraziando a Dio ci rimettono sulla retta via...
GRAZIE A TUTTI. GRAZIE AGORA'. GRAZIE RAGAZZI…
Sebastiano Zitelli – S. Stefano di Camastra
E' stata la mia prima esperienza di questo genere. Guardando la tv non potevo pensare che un' avventura del genere potesse raccogliere così tanti giovani, partiti tutti per lo stesso motivo: incontrare Cristo tramite un incontro col papa. Sono stati davvero due giorni diversi dal normale... ma soprattutto due giorni intensi e molto belli.
Oltre a questo, però, mi ha colpito molto l' accoglienza che ci hanno riservato tutti,a partire dal bambino più piccolo a finire dalla persona più anziana... le famiglie poi erano fantastiche... era la prima volta che andando in una casa che non fosse la mia mi sentivo come a casa mia… e a mio parere la maglietta con su scritto "
Giuseppe Famularo – S. Stefano di Camastra
L'agora dei giovani è stata un'esperienza bella e indimenticabile: bella perché ci siamo divertiti ballando, giocando e cantando; indimenticabile perché non capita tutti i giorni di vedere il papa e così tanti giovani insieme.
Il Papa nella veglia di Loreto ha lasciato un messaggio a noi giovani: “Non dovete aver paura di sognare", secondo me e mio fratello il Papa con questo messaggio intendeva dire che purtroppo oggi, un'esistenza piena e felice viene vista da molti giovani come un sogno difficile, e qualche volta quasi irrealizzabile, quindi non dobbiamo farci scoraggiare dalle difficoltà. Con questa esperienza abbiamo capito che se si resta vicini a Dio soprattutto nei momenti più difficili, si può superare ogni difficoltà.
E' stato interessante vedere le suore carmelitane e passioniste, noi pensavamo che fossero tristi tutte le suore di clausura, invece vedendole abbiamo capito che sono contente e anche simpatiche.
Per quanto riguarda le famiglie, sono stati molto accoglienti e hanno reso la nostra permanenza a Loreto bella.
Marina e Salvatore Nigrelli – S. Stefano di Camastra
È passato quasi un mese da quando siamo tornati dall'Agorà dei Giovani Italiani a Loreto. Ma nel mio cuore è comunque vivo il ricordo di un'esperienza che penso abbia cambiato se non la vita di ognuno di noi, almeno il modo di pensare di noi giovani, e il mio in particolar modo. Quella di Loreto è stata per me la prima esperienza di una tale portata: cinquecento mila giovani a testimonianza di una Chiesa Giovane, una Chiesa che ci fa sentire necessari, che ci fa sentire amati. Non nascondo di essere partito con qualche remora, ma dentro sentivo che ero parte di un disegno più grande ed arrivato a Loreto ho capito che quello era il volere di Dio che mi chiamava, che ci chiamava. Nei tre giorni che hanno preceduto l'incontro indimenticabile con il Santo Padre, abbiamo avuto la grande fortuna di essere gemellati ed ospitati dalle famiglie della Diocesi di Loreto.
Ricordo con precisione che in piazza della Madonna pensai: «Speriamo che capito in una famiglia quantomeno “normale”». Ma sia io che i miei compagni di viaggio fummo subito “delusi”. Quelle che in quei giorni sono state le nostre famiglie non erano normali, ma straordinarie. Fatte di gente che ci ha fatto sentire a casa non solo per lo slogan delle magliette che ci hanno donato, ma perché ci hanno voluto bene incondizionatamente senza nemmeno conoscerci: proprio come Gesù. Mi sentivo a casa mia, l'accoglienza che ci è stata riservata dalla comunità Loretana è stata unica; segno evidente di una Chiesa che si vuole fare famiglia, una Chiesa viva, giovane. Solo in seno alla mia famiglia ho provato quel senso di sicurezza, di fraternità, di comunione che ho trovato a Loreto. Quello che i Loretani ci hanno regalato non è stato un modo gentile per farci sentire a casa magari con frasi di circostanza, bensì il loro modo di vivere da veri cristiani. Si sono donati senza remore, senza sapere che tipi fossimo, e questo loro spirito di sacrificio e di amore incondizionato nei nostri confronti sono state le basi per un'amicizia profonda che si è instaurata e che spero non finisca mai. Il loro ‘sì' ricorda in maniera viva il ‘sì' che Maria ha pronunciato senza paura alcuna all'angelo Gabriele nella Santa Casa che è custodita all'interno del Santuario di Loreto.
E a conferma di tutto quello che avevo vissuto nei tre giorni di gemellaggio con la Diocesi di Loreto ci sono stati i discorsi del Papa nei due giorni di preghiera con Lui. Trovare le parole per descrivere la Veglia e la Messa domenicale è davvero difficile ma non perché manchino, ma perché per esprimere quello che ho provato non bastano le parole: bisogna viverlo.
Nelle risposte che il Santo Padre ha dato a noi giovani traspariva l'invito ad essere Famiglia, a rendere le nostre parrocchie non periferie, magari distanti tra dil loro, ma centri in cui la Parola deve unire, dove ognuno di noi ha il suo posto, dove siamo tutti necessari, giovani e meno giovani. E subito il mio pensiero è andato alla nostra Diocesi. Sono già presenti da tempo le piccole comunità che si incontrano nelle famiglie, ci incontriamo spesso nel nome di Cristo sia a livello parrocchiale che diocesano, ma la domanda che mi sono posto è stata: quale è il posto che io da giovane occupo in queste realtà? Ma a darmi la risposta è stato ancora una volta Benedetto XVI. Noi giovani abbiamo il compito di annunciare a tutti che Cristo è l'unica via da seguire e da dove partire con questo obiettivo se non dalle nostre piccole comunità per renderle più salde ed assumere quindi una posizione importante in una Chiesa giovane?
Teodoro Pintaudi – Patti
L'Agorà dei giovani a Loreto: un meraviglioso quadro che, ammirato da diverse angolature regala sempre un'immagine unica e originale. Un quadro la cui cornice era costituita dalla premurosa e calorosa accoglienza delle famiglie, dalle catechesi profonde e immediate rese ancor più incisive dalle testimonianze, dai laboratori rivelatisi scintille di amicizia, fraternità, interscambio; dalla visita alla santa Casa presso la quale depositare debolezze e fragilità ed attingere coraggio e speranza; dalle visite guidate nell' immenso patrimonio culturale e spiritual che lo scrigno di Loreto possiede.
Una cornice così preziosa non poteva che contenere qualcosa di ben più importante: un evento unico, di una intensità tale da lasciare nessuno indifferente.
A Montorso ho letteralmente scaraventato a terra ciò che portavo con me, non per liberarmi semplicemente di un ingombrante peso, ma quasi a materializzare il desiderio che nessuna zavorra avrebbe dovuto frapporsi, impedire o inquinare la capacità di attenzione e di ricezione della immensa ricchezza che lo Spirito ci avrebbe donato attraverso quel canale privilegiato che è Benedetto XVI.
Libera da bagagli e da ogni aspettativa, mi sono sintonizzata con l'evento senza non prima aver affidato alla Vergine di Loreto la coloratissima miriade di giovani strafelici, affinchè come Lei potessero essere accoglienti di una Presenza, vivere in pienezza quella straordinaria opportunità, contagiare con la vita i loro coetanei.
Le parole del Papa, le testimonianze dei giovani, la preghiera, se da una parte mi premevano fino alla commozione, dall'altra mi davano un senso di levità, sprigionando subito il desiderio, di correre, di andare, di raccontare, di riaccendere, di sanare, di riscaldare…
Di questa tela variegata un particolare si è stagliato fortemente nella mia mente, una semplice e profondissima espressione colta fra le risposte date, dal Santo Padre, alle domande dei giovani che recitava all'incirca così: “Dove siete voi non esistono marginalità, periferie, abbandoni, perché al centro della vostra vita c'è Cristo”.
Una fortissima affermazione. Una certezza? Una speranza? Comunque un esplicito invito a riscoprire il Battesimo, a viverlo nella ferialità portando a tutti la freschezza della novità evangelica fatta di carità.
Perchè dove giunge un cristiano passi, attraverso la sua umiltà e il suo Eccomi, quella forza trasformatrice che genera situazioni nuove, che regala un respiro di speranza che crea nuovi “centri” in cui Cristo si fa presente.
Proprio come si è verificato in Maria, icona di umiltà e di grandezza.
Con il suo Sì generoso ha ridisegnato la geografia dell'umanità, annullando ogni marginalità, poiché generando la “Luce vera” tutto ha ripreso valore e colore, anzi proprio le “periferie” sono divenute oggetto di attenzione, di amore e di misericordia.
Ho avvertito forte questa consegna fatta dal Santo Padre e la risposta non si è fatta attendere e altri mi è sembrato di percepirla, anzi di vederla nella commovente marea di stole bianche che ondeggiando gioiosamente volevano esprimere un SI' unanime, il SI' della Chiesa giovane, riconfermare apertamente l'adesione a Cristo avvenuta col Battesimo, resa concreta e visibile con l'impegno, la solidarietà, soprattutto con l'ascolto della PAROLA l'Unica che orienta, sostiene e salva.
Grazie Benedetto! Grazie a voi giovani per il vostro entusiasmo, il vostro, coraggio, il vostro impegno, la vostra credibilità.
Suor Claudia - Brolo
Loreto 2007 per me non è stata la prima esperienza,ma è dalla GMG del 2000 che partecipo a questi eventi importanti per noi giovani (ricordo con simpatia Toronto nel 2002, Colonia nel 2005…).
Tutte certamente hanno lasciato in me un segno indelebile, ma Loreto ha segnato una tappa fondamentale per il mio cammino di fede. Prima di tutto perché a fine maggio ho partecipato a un pellegrinaggio previo insieme ad altri 71 giovani provenienti da tutte le regioni d'Italia.Tutti e 72 poi, durante la veglia e la messa, abbiamo avuto la possibilità di incontrare il Santo Padre da vicino.
Confesso che dopo il pellegrinaggio previo ho attraversato uno dei momenti più difficili di questi ultimi anni. Alla vigilia di Loreto 2007 sentivo il mio cuore arido… piombato nel buio.
Arrivati a Loreto però tutto questo, a poco a poco, si andava dissolvendo… anche grazie alle straordinarie famiglie che ci hanno accolto facendoci sentire a casa.
Sì, se dovessi sintetizzare con un'unica parola Loreto2007 direi: CASA.
Casa per l' accoglienza delle famiglie loretane… casa per tutta la disponibilità… casa per la parrocchia… e casa per l'amore che ci hanno donato … gratuitamente!
Questo, forse, anche perché Loreto sorge attorno ad una “casa”veramente speciale!
A tal proposito 2 sono i momenti straordinari che porto nel cuore:
il 1° è quello vissuto proprio nella Santa Casa. Lì ho sentito l'abbraccio forte della Madre CELESTE, che ha suscitato in me tanta, ma tanta - no che dico - tantissima commozione, visto che negli ultimi anni a causa della frenesia della vita non ci si ferma un attimo per vivere questi piccoli ed importanti momenti nelle nostre famiglie!!!
Il 2° momento che mi ha particolarmente segnato invece, è quello vissuto durante l'incontro con il Santo Padre, che per me è stato una vera e propria ‘scoperta', visto che fino ad ora ero ancora – e forse un po' eccessivamente! - legata all'indimenticabile figura di Giovanni Paolo II.
Durante la veglia, infatti, le sue parole sono entrate nel mio cuore, soprattutto quando ci parlava di Cristo e dell'importanza che deve avere nelle nostre Comunità. Lui è il centro di tutto e tocca a noi fare delle periferie – in cui spesso siamo relegati - centri vivi, efficaci, perché siano realmente una forza che si oppone ad ogni emarginazione. Non vi nascondo che anche questo, ha suscitato in me tanta, anzi tantissima commozione.
Durante la messa, poi, il Santo Padre a noi
Sento quanto siano vere e importanti le parole del Papa!
Personalmente è dall'età di 12 anni ‘lavoro' nella mia parrocchia, sacrificando alle volte anche momenti di svago…
Ma sostenere gli altri nel loro cammino di crescita, sperimentando così la gioia nel volto e nei cuori di chi mi sta accanto e condividere con loro tanti momenti della mia vita, è un'ulteriore conferma di quanto dice Gesù: “c'è più gioia nel dare che nell'avere”.
Sono consapevole di quanto sono debole e indegna, come disse il profeta Geremìa, ma desidero collaborare con Te, o Gesù, con tutte le mie forze… per edificare il tuo Regno di amore,di pace di unità, di misericordia e verità.
Enza Zitelli – S. Stefano di Camastra
Agorà dei Giovani Italiani... 29 Agosto – 2 Settembre ... Loreto 07...
Momenti indimenticabili,memorabili, inobliabili...racchiusi in soli 5 giorni.
I primi 3 giorni caratterizzati dall'ospitalità nelle famiglie,eventi di festa e conoscenze del territorio...
1-2 Settembre,giorni dedicati all'incontro con Benedetto XVI...
L'incontro con il Santo Padre è stato suggestivo,emblematico,indimenticabile...non ho parole per descrivere cosa ho provato in questi bellissimi giorni.
Ho dentro di me un bagaglio carico di voglia di andare avanti,di trasmettere ai miei coetanei che non bisogna mai arrendersi agli ostacoli crudeli della vita e di non cessare mai di sognare perché i sogni fanno continuare a sperare e quindi a vivere.
Non immaginavo che ogni giorno trascorso a Loreto assieme a tanti giovani di idee diverse,potesse farmi stare bene,mi sentivo sicura di me stessa e non avevo paura ne di parlare e nemmeno di esporre i miei pensieri.
Quei luoghi mi suscitavano tanta emozione,infatti quando ho visitato le Fontane di Luce ho avuto un grande tremore , mi sentivo leggere,serena,pronta ad affrontare tutto.
Suggestivo e affascinante l'incontro con le suore Carmelitane e Passioniste. I loro volti ricchi di serenità, davano tanta forza ed energia.
Abbiamo trovato affettuose famiglie,con il dono dell'ospitalità,infatti in quei meravigliosi giorni abbiamo sentito di meno le mancanze delle nostre famiglie.
Spero di potere andare a Sidney per cercare di rivivere,sicuramente in maniera diversa,questa bellissima esperienza.
Maria Grazia Cesarino – S.Stefano di Camastra
Cosa dire dell'esperienza dell'Agorà dei giovani italiani vissuta lo scorso 30 e 31 agosto, nelle parrocchie di Loreto e l'uno e 2 settembre nella bellissima spianata di Montorso? Bè dire che è stata un esperienza stupenda è sicuramente poco!
Credo che ogni esperienza vista col senno di poi è sempre diversa da ciò che si pensa di essa prima di viverla, ed è ciò che è capitato a me in questa occasione dell'Agorà dei giovani. Nel 2005 ho partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia e quando quest'anno ho sentito parlare di un incontro dei giovani con il Papa ho subito avuto voglia di andarci, anche se per tanti motivi avevo dei dubbi e fino alla sera prima di partire volevo tirarmi indietro. Ho deciso liberamente di andare ma a volte pensavo che forse era meglio se non andavo, a volte ad alcuni amici l'ho anche detto, ma non ho avuto il coraggio di rinunciare anche perché sentivo dentro me qualcosa che mi spingeva a non tirarmi indietro, a partire comunque. Solo dopo aver vissuto quei giorni a Loreto ho capito che quel “Qualcosa” che mi ha spinto a partire era Gesù che voleva che andassi a Loreto per regalarmi la gioia che ora mi porto dentro, la gioia di vivere un esperienza di condivisione con tantissimi altri giovani, per ricaricare il mio cuore, per irrigare il terreno della fede che si stava inaridendo per gli stessi motivi per cui non volevo partire.
Già dopo le prime ore di viaggio quei dubbi hanno lasciato il posto alla certezza, alla voglia, al desiderio e alla speranza di vivere un esperienza bella ed edificante. Il viaggio in pullman è stato lungo e fatto anche di sacrifici (non solo fisici), di stanchezza, ma l'ansia e la gioia di arrivare a Loreto era altrettanto tanta.
E subito appena arrivato ho percepito che stava per iniziare qualcosa di eccezionale. La stanchezza del viaggio ha lasciato il posto alla gioia di essere accolti con un linguaggio semplice, fatto di piccoli gesti ma dal grande significato, come la lavanda dei piedi, il primo momento di preghiera comunitaria nella Piazza della Madonna e di festa e la distribuzione nelle famiglie che ci hanno ospitato.
Il 30 e 31 agosto sono stati i giorni della preparazione all'incontro con il Papa, i giorni delle presentazioni tra di noi (non tutti ci conoscevamo) e della permanenza nelle famiglie di Loreto che ci hanno accolti e non ci hanno trattati come dei giovani forestieri da ospitare e da sfamare, come dei numeri a cui dare un letto, ma come dei giovani da amare e per questo attesi. A caratterizzare i momenti di preghiera, le catechesi, i lavori di gruppo, le visite alla città i momenti di festa, come anche i momenti dei pasti, sono ancora una volta i piccoli gesti. In ogni momento Gesù era presente in mezzo a noi e la sua presenza si rendeva visibile in un semplice sguardo, in un sorriso, in una stretta di mano con il giovane che c'era accanto, in un “grazie” detto col cuore, nella voglia di rendersi utile per l'altro, nella gioia di tenerci per mano durante la recita del Padre Nostro con dei giovani che magari neanche conoscevo ma con i quali condivido gli stessi ideali, gli stessi valori, ma soprattutto la stessa fede in Gesù Risorto. Piccoli gesti, a volte fatti anche istintivamente, senza pensarci, ma dal significato profondo, che dava il senso al nostro essere li.
La visita alla Santa Casa nella quale la Madonna ha ricevuto l'Annuncio dell'Angelo, dove il Verbo si è fatto Carne, dove la Santa Famiglia è vissuta è stato il momento culminate e più forte di questi due giorni di preparazione all'incontro con il Santo Padre. A me personalmente ha fatto un certo effetto visitare la Santa Casa, perchè a Ficarra (il mio paese) da 500 anni veneriamo la Madonna guardandola proprio nel momento dell'Annunciazione (l'Annunziata, e il prossimo 7 ottobre si concluderà il Giubileo Mariano concesso proprio per i 500 anni dell'arrivo della Madonna a Ficarra) e vedere e toccare quelle pietre che sono state testimoni dell'Annunciazione dell'Angelo alla Madonna e dell'Incarnazione di Gesù in Lei è stato qualcosa di veramente particolare.
Con il Santo Padre abbiamo vissuto la veglia del sabato pomeriggio e la Santa Messa di domenica mattina nella conca di Montorso. È impossibile mettere per iscritto tutte le emozioni provate durante queste celebrazioni e il concerto della sera che ha aperto la lunga notte di veglia, notte che ha visto il cielo illuminarsi con i fuochi pirotecnici e il buio della notte illuminato dalle bellissima “Fontane di luce” ambienti pensati e creati per la riflessione, la preghiera e la crescita spirituale dei giovani.
Ciò che più ha lasciato in me il segno di questi momenti sono le testimonianze di Padre Bossi e di tanti giovani che raccontano esperienze di vita vissute nelle periferie del mondo e le domande poste da essi al Papa. Tra tutte ne ricordo una in particolare: “Santità in tutto questo silenzio dov'è Dio?” che ha spronato il Papa a rispondere in modo incisivo. Fa l'esempio di Gesù vissuto nella periferia dell'impero romano, a Nazaret, città sconosciuta diventata il centro che ha cambiato il mondo. Dice: “Non lasciatevi trasportare dall'onda, noi dobbiamo formare centri di fede, di speranza, di amore”.
Di tutto questo rimane dentro una grande gioia e un senso di gratitudine nei confronti di Gesù, della Madonna e del Papa, dei giovani che ho conosciuto e dei 500.000 con cui ho condiviso questa esperienza, dei loretani che ci hanno accolto e ospitato e l'augurio che ogni giovane almeno una volta nella vita possa fare un esperienza del genere. Credo che ormai tutti siamo tornati alle normali occupazioni di ogni giorno ma sono certo che l'Agorà ci è rimasta nel cuore!!!
Giuseppe Ridolfo - Ficarra
Anche noi due siamo degli 84 “reduci” di Loreto della diocesi di Patti. L'Agorà dei giovani e i momenti vissuti a Loreto è stata un'esperienza che in ognuno di noi ha lasciato davvero il segno. Il viaggio di andata è stato un po' lungo e stancante ma, tutto sommato, abbiamo avuto la possibilità di conoscerci e ci siamo divertiti.
L'accoglienza a Loreto è stata emozionante. molto bello è stato il momento quando p. Giuseppe, il nostro responsabile, ha consegnato la Madonna del Tindari al Vescovo di Loreto, mentre noi cantavamo la canzone “Evviva del Tindari”. A conclusione della festa di accoglienza ci hanno diviso nelle varie famiglie e ci hanno consegnato una maglietta con scritto: “
Nel pomeriggio abbiamo visitato “gli Scalabriniani”, dei preti missionari di cui fa parte p. Pio, e poi la casa di riposo Hermes, dove tutti quegli anziani ci hanno fatto davvero tanta tenerezza. La sera c'è stata la cena nella parrocchia S. Camillo. Noi abbiamo cantato dei canti siciliani, e alla fine siamo andati in una piazza e abbiamo ballato. Il giorno seguente, dopo le lodi abbiamo presentato i lavori svolti in gruppo precedentemente, e nel pomeriggio siamo andati a piazza della Madonna, dove abbiamo visitato la Santa Casa e la Basilica. Un emozione indescrivibile. Lì ci siamo soffermati sino alla sera.
La mattina seguente c'è stato il saluto alle famiglie che ci hanno ospitato “signori veramente bravi e gentili” e la partenza per Montorso.. arrivati nella spianata ci siamo sistemati e aspettato l'arrivo del Papa, intorno alle 17:00. appena arrivato c'è stato il saluto e poi la veglia alla quale avrete sicuramente preso parte anche voi attraverso la tv. L'indomani infine la messa conclusiva con il S. Padre.
Insieme a voi vorremmo ringraziare tutte quelle persone che hanno contribuito a rendere sicura, accogliente e fantastica tale esperienza: la croce rossa, i volontari e le forze dell'ordine.
In conclusione, l'esperienza di Loreto per noi è stata:
un'occasione per conoscere meglio la Chiesa, facendo esperienza di Essa attraverso la presenza di tutti quei giovani di luoghi diversi che si ritrovavano insieme per un unico scopo.
Ricorderemo sempre l'entusiasmo dei giovani, la gioia, la compostezza,nel senso che non eravamo dei vandali pronti a distruggere tutto ma ragazzi pieni di voglia di stare insieme, di divertirci e di vedere e sentire il Santo Padre ma soprattutto sentire vicino a noi questo meraviglioso Dio che ci ama.
Una frase del S. Padre che porteremo con noi è questa: “Cari giovani, non abbiate paura di andare contro corrente,non scegliete la via dell'orgoglio ma la via dell' umiltà che è la via del coraggio”.
Noi giovani ce la metteremo tutta. Voi dateci una mano. Grazie.
Antonino e Marina Naso – S. Agata Militello
"Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza" (Is 32, 17)
Croato - Hrvatski - PPS - Riječ života - Travanj 2008
Filippino -- PPS -- Kataga ng Buhay – April 2008
Indonesiano -- PPS -- Sabda Kehidupan -- April 2008
Inglese – PPS -- Word of Life – April 2008
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